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martedì 30 settembre 2014

Concordia: Schettino voleva scappare con l'elicottero



(TgCom24) - La notte del naufragio della Concordia, mentre i passeggeri si accalcavano sui ponti più bassi per salire su una scialuppa, Francesco Schettino andò sul ponte 11 "per aspettare un elicottero che ci portasse via". Lo racconta Domnica Cemortan al settimanale Oggi dopo lo scadere dell'ultimatum lanciato dalla moldava al comandante. "Nessuno parlò dell'arrivo di un elicottero, ma mentre eravamo lì, aveva un'aria impaziente come se aspettasse qualcosa".

La Cemortan confessa: "Subito dopo l’impatto Schettino si fece raggiungere in plancia da Ciro Onorato, maitre di bordo, che non dimentichiamolo, è fratello di Gianni, che all'epoca era direttore generale di Costa Crociere. Schettino era sempre al telefono. Parlava con qualcuno, ma non capivo cosa dicesse. Dopo aver dato l’ordine di abbandonare la nave, chiese a me e a Ciro di seguirlo sul ponte 11. Sinceramente non capivo. Perché andare lassù?".

Domnica ricorda molto bene che sul ponte 11 "il comandante aveva un'aria impaziente, continuava a guardarsi in giro, come se aspettasse qualcosa. A un certo punto disse: “Ma qui non ci vede nessuno!”. Il riferimento mi è sembrato inequivocabile. Chi mai doveva vederci di notte in cima alla nave? Da sotto nessuno ci poteva vedere. Evidentemente era dall'alto che dovevamo renderci visibili".

Dopo una ventina di minuti, però, la giovane moldava racconta che "arrivò una telefonata a Schettino e quando la interruppe gli chiesi se stava arrivando un elicottero, ma lui rispose che i piani erano cambiati e dovevamo tornare giù, ai ponti inferiori"

Domnica a Schettino "Dì la verità o lo farò io". Ultimatum al comandante della Concordia.



(TgCom24) - "Francesco Schettino ti do sei giorni per dire la verità su quello che è successo immediatamente dopo aver dato l'annuncio di abbandono della nave. Solo sei giorni!". E' l'ultimatum, scritto in inglese, che Domnica Cemortan, la moldava che era in plancia di comando della Costa Concordia nella notte del naufragio al Giglio, lancia dalla sua pagina Facebook.

 Dopo le polemiche sollevate dal trasferimento di Gregorio De Falco, che aveva intimato al comandante Francesco Schettino di tornare a bordo della nave, su riaccendono dunque ancora una volta i riflettori sulla notte del 13 gennaio 2012. La moldava, che nei mesi scorsi - scrive Oggi - messa alle strette dai magistrati ha ammesso una relazione col comandante della Concordia, alle 10.27 del 24 settembre è riemersa da un lungo silenzio lanciando il suo ultimatum dal social network. Non dice molto, ma lascia intendere che al processo non è stato detto tutto.